sabato 24 ottobre 2020

Step 9: il contesto, la guerra delle correnti (2/2)

Alla fine del XIX secolo, il problema principale era quello di riuscire a trovare un modo efficiente ed economico per portare il flusso elettronico dalle centrali elettriche fino alle industrie e alle case.

Nel 1887, contemporaneamente a Ferraris, Nikola Tesla costruì un prototipo di motore ad induzione. Quindi propose al suo capo Edison, fondatore della General Electric, di adottare il sistema di distribuzione in corrente alternata, che può essere distribuita su grandi distanze ad altissime tensioni senza subire perdite energetiche. Ma Edison si rifiutò, per paura di perdere il monopolio commerciale della distribuzione d’energia. Tesla allora fondò la Westinghouse Electric.

Nel 1889, Westinghouse fece costruire il primo impianto idroelettrico a corrente alternata al mondo. I grandi vantaggi della distribuzione in alta tensione a corrente alternata vinsero la ‘guerra delle correnti’.

Step 9: l'inventore, Galileo Ferraris (1/2)

Secondo Edison, Galileo Ferraris è "il più grande degli elettrotecnici viventi". Si tratta dell'ingegnere italiano che, nella seconda metà dell'Ottocento, ha formulato il principio del campo magnetico rotante. Nel 1885, a conclusione di questi studi, presenta il “motore con induzione a campo rotante” a corrente alternata . Questa scoperta ha permesso di costruire i motori a induzione e i contatori di energia elettrica di cui ci serviamo nelle nostre case (il primo dei quali prende il nome di Ferraris-Zähler). Eppure, Ferraris non ottenne alcun vantaggio economico dalla sua scoperta: quando pubblicò i risultati dei suoi studi nel 1888 sulla rivista L'Elettricità, Nicola Tesla stava già brevettando il motore asincrono. La questione finì nelle aule giudiziarie, ma alle fine la priorità dell'invenzione fu riconosciuta allo scienziato italiano.



Per chi fosse interessato ad una biografia di Galileo Ferraris: https://www.scienzainrete.it/italia150/galileo-ferraris

Step 8: i materiali

Nei contatori elettromeccanici, ovvero quelli analogici, il meccanismo era composto da un disco in alluminio, delle espansioni polari in ferro e un magnete. Questi materiali erano necessari per permettere di sfruttare il fenomeno dell’elettromagnetismo e fare girare le ruote decadiche del contatore. Dopo il 2001 si è passati ad un nuovo contatore di tipo elettronico, portando quindi un grosso cambiamento nella scelta dei materiali, visto che oltre alla plastica per l’involucro protettivo sono utilizzati prevalentemente componenti elettronici. Questa evoluzione ha reso possibili molte nuove funzioni, come per esempio la telelettura e la telegestione.

step 7: mitico contatore! (2/2)

Tenendo conto della venerazione e del timore che l’Uomo ha sempre avuto nei confronti dell’elettricità, si può considerare che la distribuzione dell’energia elettrica nelle case delle persone rappresenti una vittoria. È come se si fosse addomesticato questo fenomeno: non solo infatti viene portata fin nelle case delle persone, ma prima di entrare ne viene anche abbassato il voltaggio in modo da non renderla più mortale. Basti pensare al salvavita che ci permette di non fare la stessa fine di Capaneo! In quest’ottica il contatore elettrico diventa quindi lo strumento attraverso il quale è l’uomo a controllare l’elettricità, e non viceversa. 

Step 7: l'elettricità nella mitologia (1/2)

L’elettricità è sempre stato un fenomeno affasciante per l’uomo, fin dall’antichità. In tantissime popolazioni si pensava che fosse la manifestazione di un Dio potentissimo. Le tracce nella mitologia sono numerose: per citarne alcune, gli Egizi veneravano Seth dio delle tempeste, i celtici Thor, e la cultura giapponese Raijin, demone della luce e dei fulmini. Il più noto di tutti è Zeus, re degli dei greci, che compare anche nel mito poi ripreso da Eschilo nella tragedia “I sette contro Tebe”. 

Jean-Auguste-Dominique INGRES, Giove e Teti, 1811, Aix-en-Provence, 
musée Granet 

Eteocle e Polinice, figli di Edipo, per spartirsi il potere sulla città di Tebe, si erano messi d’accordo nel regnare un anno a testa, alternandosi sul trono. Eteocle tuttavia allo scadere del proprio anno non aveva voluto lasciare il proprio posto, sicché Polinice aveva dichiarato guerra al proprio fratello e alla propria patria. Per attaccare ciascuna delle sette porte di Tebe, Polinice si fece aiutare da altrettanti fortissimi re, tra i quali il possente e superbo Capaneo. Secondo la tradizione greca, quest’ultimo fu il primo a scalare le mura della città, con baldanza, sicurezza e sprezzo per gli dei, al punto che Zeus lo folgorò con una saetta.  Anche Dante riprende questo mito collocando Capaneo all’Inferno, nel terzo girone del settimo cerchio, tra i violenti contro Dio. 


Step 6: il simbolo (2/2)

Il contatore della luce può essere considerato un po’ il simbolo della modernità. È grazie a lui che possiamo avere la corrente elettrica nelle nostre case. Quando veniamo sorpresi da un blackout, oltre a saltare nel buio si fa anche un salto nel passato a quando di notte si doveva vagare per la casa accompagnati da torce e candele, con l’unica differenza che oggigiorno le torce sono incorporate nello smartphone.

Nel cinema il contatore è un protagonista silenzioso: raramente lo si vede presente in modo esplicito, ma ricopre spesso un ruolo importante nei film gialli o horror. Il blackout e la conseguente ricerca al buio del contatore per ripristinare la corrente sono un topos ricorrente che serve a creare suspense e tensione.

Infine, per ritornare al tema delle immagini, data la sua onnipresenza nelle case, il contatore è entrato anche a far parte della vita di tutti quanti. Ma ai tempi di oggi la popolarità costa, e si paga diventando oggetto del mezzo di comunicazione più diffuso dell’era dei social: i meme.





Immagini prese da Pinterest



Step 6: il simbolo (1/2)

Siccome il contatore elettrico è stato inventato tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, le sue tracce nell’iconologia sono essenzialmente recenti. Ho riportato sotto il simbolo del contatore elettrico secondo la norma italiana CEI 64-8 (che grazie a questa convenzione passa da semplice segno a simbolo vero e proprio), che richiede che tutti gli impianti elettrici siano coperti da uno schema elettrico. Uno schema indica la costituzione del circuito e le caratteristiche dei dispositivi presenti.












Step 28: fine del racconto

Eccoci giunti al capitolo finale del nostro racconto sul contatore della luce, che ormai non ha più segreti per noi. Potremmo addirittura pa...